Design e Artigianato, Arti Applicate e Decorative

Editoriale

(D’A anno XXXI n. 2-3 (118-119) Apr/Set 2020)

 

Il design made in Italy esce dal lockdown meglio del previsto, e con i motori (e l’ottimismo) accesi per la ripartenza. Ma occorre fare i conti con una seconda metà dell’anno in cui l’incognita Covid grava su gran parte dei mercati mondiali.

È la sintesi del messaggio emerso dal sesto Design Summit di Pambianco-Interni, organizzato in Borsa Italiana lo scorso 14 luglio assieme a Interni, quest’anno focalizzato su “L’industria del Design e la sfida della ripresa. L’impatto della crisi sui mercati e le risposte delle aziende”. In merito alla situazione, Gilda Bojardi (direttrice di Interni Magazine) ha voluto enfatizzare l’aspetto socio-culturale della situazione, partendo da una citazione di Albert Einstein: “La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie”. E così, ha detto Bojardi, “è avvenuto nelle settimane di emergenza, paura e isolamento che abbiamo vissuto negli ultimi mesi: il Covid-19 ha generato la più grande collaborazione scientifica mai attuata a livello mondiale; allo stesso tempo ha stimolato tutto il mondo del design e dell’architettura a produrre e condividere una serie di importanti riflessioni sul senso del progetto in rapporto a una realtà diversa da quella che eravamo abituati a considerare. Obiettivo comune: cogliere tutte le opportunità per trasformare questa grande crisi in un’occasione per fare di più e meglio rispetto a quanto facevamo prima”.

Una nuova corrente di pensiero sta scuotendo il mondo della moda, ed è un ragionamento che può riguardare anche il design e l’artigianato: l’idea che il sistema sia arrivato a un importante punto di discontinuità e debba fronteggiare un profondo ripensamento delle proprie logiche e dinamiche, in direzione di una generale riduzione di velocità. Indubbiamente, il sogno di un mondo slow ha un fascino che ha alimentato il notevole riscontro mediatico ottenuto dalle esternazioni avviate da Giorgio Armani contro il proliferare di eventi e pre-collezioni. Per quanto affascinante, occorre però chiedersi se questo modello garantisce un equilibrio di sostenibilità ambientale e di business.

Ricordiamo alle aziende interessate che quest’anno su tutti gli investimenti pubblicitari è previsto un credito d’imposta del 50% e che la domanda d’inserimento va presentata il prossimo settembre, per tutti gli investimenti effettuati o da effettuare nel 2020.

Con questo numero doppio, rimaneggiato più volte per via dei vari annullamenti, spostamenti e quant’altro legato all’emergenza Covid, abbiamo cercato di coprire gli eventi più importanti, dei quali siamo venuti a conoscenza attraverso i collaboratori della rivista e le segnalazioni giunte in redazione (redazione@emil.it). La precisazione è doverosa nei confronti di quanti pensano di aver risolto i loro problemi di comunicazione pubblicando dei post nei social network. Gli eventi non segnalati in redazione, difficilmente saranno pubblicati nella rivista. Cordialmente

Giovanni Mirulla

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Da oltre 30 anni D’A è una rivista che si occupa di design e artigianato in tutte le sue forme, tradizionali e moderne. 

Fin dalla sua fondazione, la rivista D’A ha testimoniato i molteplici aspetti dell’artigianato, ed è stata anche occasione per costituire un archivio di opere

Prime di copertina è stato ideato con la finalità di raccogliere le opere degli artisti dei vari settori dell’artigianato e delle arti applicate decorative.

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